Il sottosuolo delle città storiche spesso riserva sorprese a coloro che hanno il compito di pianificare lo sviluppo del territorio cittadino.Tra i principali utilizzi del georadar vi è quello per la detezione di oggetti sepolti nel terreno siano essi strutture naturali (grotte) o artificiali di origine antropica come cunicoli, gallerie, canalizzazioni, cavità per l’estrazione di materiale, cave abbandonate, o, infine, oggetti seppelliti abbandonati o in disuso (fusti, cisterne, serbatoi,…).
In questi casi l’intervento dell’indagine geofisica è determinante per verificare la possibile presenza di cavità nell’intorno del manufatto che potrebbe essere all’origine dei fenomeni di dissesto.
Nei casi di fenomeni di dissesto su strutture spesso si ricorre all’impiego di sondaggi geognostici su i terreni di fondazione.
Essi, pur costituendo un aspetto fondamentale e insostituibile, rappresentano tuttavia un dato puntuale, spesso non risolutivo ai fini dell’accertamento del fenomeno di dissesto in atto.
L’indagine geofisica propedeutica allo studio diretto dei terreni, oltre a una completa panoramica della situazione del sito, rappresenta una indispensabile fonte di informazioni.
Tale fase di studio oltre a consentire di ubicare le indagini dirette esattamente nel punto più critico, concorre vantaggiosamente a ridurre i costi delle indagini dirette riducendone il numero allo stretto necessario ed unicamente ad accertare e a caratterizzare direttamente il fenomeno che è all’origine del dissesto.
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